Archivio per Aprile, 2008

The Ghost of Tom Joad

Posted in Musica on Aprile 27, 2008 by Raul

 

…benvenuti nel nuovo ordine mondiale…

Notturna

Posted in Annotazioni on Aprile 23, 2008 by Raul

Non condivido la “comodità sociale” del mio popolo…

Non comprendo come, ad esempio, uno psicologo o un fisico possano seraficamente affermare di essere cattolici quando nella realtà dei fatti religione e conoscenza sono incompatibili tra loro. La genesi parla chiaro in fondo, la cacciata dall’Eden avvenne perchè gli umani mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza, unico frutto proibito dal dio. Ovviamente l’esempio sulla religione non è unico e l’argomento ha carattere globale.

Non riesco assolutamente a concepire la dinamica di questo moto di sopravvivenza che i miei connazionali, più di ogni altro popolo del pianeta, applicano nella vita sociale. Un moto che va a ritroso e precipita la popolazione in un degrado materiale e spirituale di portata enorme. Quasi tutta la popolazione, precisiamo.

Basta sconcertarsi, non volevo ancora scrivere ma alla fine ho ceduto, sono giorni di spiriti, di pietra e di nebbia, tanto per tenere sempre gli occhi sul paradosso, la vita è quello in fondo…   dieci minuti di pausa prima della buonanotte.

Ricordo ancora le parole di Fernanda: “non stai scrivendo ma ti stai esprimendo per immagini”

Le ricordo perchè non l’avevo considerata sotto questa prospettiva. Le prospettive sono sempre tante e se mi fermo cercando di osservarle tutte finisco col perdere di vista la cosa più importante. Ho inserito quattro nuove gallerie in officina nelle settimane scorse ed ho in preparazione una quinta serie di fotografie. Ancora altri assestamenti nei blog, altre cose da scrivere…   forse troppe.

Mi prendo un altro pò di tempo e chiedo scusa se le mie rare apparizioni hanno un contenuto così sconcertante da non riuscire a commentarle Ros…  

…porto pazienza io per primo.

 

…sta spirando per noi

Posted in Annotazioni on Aprile 16, 2008 by Raul

Il mio tempo è tutto ciò che mi appartiene davvero. L’ho usato bene a volte, altre invece l’ho usato male; l’ho tesorizzato e l’ho sprecato e spesso mi siedo e dimenticandomene lo lascio semplicemente scorrere.

Parte di esso appartiene agli altri… ma non a tutti, perchè il mio tempo è la mia vita stessa.

Quando decidi di prendertene una parte, specialmente se prima hai letto questo righe, io che non do mai nulla per scontato pretendo che tu abbia una stima del suo valore e la consapevolezza che tutto ciò che si vuole nella vita, in ogni caso, ha un suo prezzo.

Parola di essere umano.  

 

Senti il vento contro le ringhiere…

Posted in Musica on Aprile 5, 2008 by Raul

Distorsione: breve invito a riattivare l’intelligenza.

Posted in Annotazioni on Aprile 4, 2008 by Raul

Adesso, proprio adesso…

Questa celletta di tre metri per quattro invasa da armadi, scrivania e altre cose messe qui in attesa di giudizio, un pò come me. Questo posto che mi sta addosso come un guanto e che a volte mi fa soffocare. Adesso è uno di quei momenti in cui, prima di alzarmi e spegnere tutto per andarmene a dormire, lascio andare la testa all’indietro e chiudo gli occhi.

Adesso, proprio adesso…  non sono semplicemente uscito fuori dal mio corpo, pratica a cui non mi abbandono più da tanto; adesso ero uscito del tutto dalla mia vita e dalla mia realtà. Per la prima volta ho provato questa sensazione poco fa, e invece di spegnere tutto sono rimasto a scriverne. Per un momento credo di aver ospitato la percezione di un essere completamente estraneo a questa realtà ma non a me stesso; non è stato un fenomeno di disorientamento psicofisico, credo lo dimostri il fatto che scrivo lucidamente, e poi la sensazione è durata solo un istante ma è stata immensamente gradevole e liberatoria.

In questi giorni mi è capitato di sentire il bisogno di dormire un pò nel primo pomeriggio, disteso sulla sdraio e avvolto da una pesante coperta che mi desse la sensazione di trovarmi in un bozzolo caldo e buio, non la ricerca delle origini dell’utero materno, neanche la ricerca delle origini del profondo della terra, semplicemente una piegatura del tempo e dello spazio. Un angolo di realtà dietro la realtà. Perchè ogni tanto la vita va fermata, va messo un freno a tutti i coglioni e le puttane che si prendono il lusso di dettar regole dalle tv, dai giornali, dai consigli municipali e da quelli nazionali. Un freno al trendy, al fashion, al politically correct ed alla par condicio.

Cristo santo, quante parole inutili mutuate per di più da una lingua che non ci appartiene (tranne l’ultima che ci appartiene ma è defunta), una lingua che serve a dare un senso e una parvenza di serietà a tutto ciò che è completamente inutile. Adesso, proprio adesso…   basta!

Non ci casco a parlare di politica e società, emettere aria dal mio corpo per questo? No, con rispetto parlando preferisco emettere flatulenze cosi almeno sono sicuro che l’aria che fuoriesce dal mio corpo assume anche una valenza terapeutica che mi rende sopportabile l’eventuale fetore, a dispetto di qualsiasi dibattito socialpolitico che di terapeutico non ha nulla ma in compenso è più pestilenziale di qualsiasi miasma, specie se si inizia a nominare determinata gente.

Ieri sera ero teso e triste, oggi sono stato bene, tranne un pò di preoccupazione per il mio pc. Mi tengo lontano dalla tv come al solito, dalla stampa italiana e da un cumulo di altre cose assolutamente inutili a qualsiasi tipo di vita intelligente possa ancora ospitare il nostro pianeta. Magari io dormo pure sul serio, sulla sdraio e sotto la coperta, ma almeno lo faccio come cristo comanda e non mentre cammino per strada o lavoro o parlo con la gente.

Non dirmi che sono caustico, e non lasciare commenti del cazzo tipo “c’est la vie”, “il mondo non cambia” oppure “il mondo cambierà”; apprezzo di più se ti limiti a passarti la mano per la coscienza, se ne hai ancora una, o se proprio non sai che fare e ti scappa a tutti i costi una frase che sa di cazzata, vai in un altro blog a caso…

…qui rischi la mia risposta in diretta e in technicolor.

Ritorno alla mia distorsione, come quella di una chitarra elettrica fusa con un motore a razzo. Va tutto sparato fuori in modo altamente democratico, tutto rigorosamente a casaccio, resta giù ed è un bene perchè così si lascia guardare dall’alto. Tutto quello che sembra netto e distinto quando sei giù e che diventa confuso e vago quando lo osservi dall’alto d’improvviso cambia, è come una inversione di polarità e ti rendi improvvisamente conto che è proprio quando ci sei dentro che non capisci più un emerito cazzo di quello che ti accade intorno e continui a farti tenere per il collo come un’oca mentre ti imbottiscono di ogni sorta di schifezze e al contempo vieni spogliato fino in fondo di quel poco di decente che ti rimane. In tutto questo posso dire di essere fortunato, infatti non sto pagando l’università al figlio bastardo di nessuno, né tantomeno stipendi, autisti, vestiti, coca e mignotte e quant’altro è capace di finire nello stomaco senza fondo della Casta dei parassiti.

Se non sei più capace di accenderti allora fatti un favore, datti fuoco senza alcun timore per l’inquinamento.

Non riesco ancora a dormire… – Lettera n. 1

Posted in Lettere alla mia Compagna on Aprile 3, 2008 by Raul

Il primo aprile è già passato e quindi questo non è affatto uno scherzo, è l’una e trentasei e anche se stasera sarei potuto andare a letto prima, semplicemente non l’ho fatto.

Non so da quante settimane mi frullava in testa quest’idea, troppe considerato quanto ci ho pensato fino ad ora. Non importa se passerò per folle, non posso permettermi di sprecare altro tempo e non posso permettermi il lusso di aspettare prima di dare voce a certe cose, a prescindere da qualsiasi possa essere lo status che avvolge la mia vita.

Ancora non ti conosco, non so ancora nulla di te di quello che davvero dovrei e vorrei conoscere, so solo che sei smarrita da qualche parte là fuori e che un giorno finalmente potrò guardarti dritta negli occhi. Lo dico ben cosciente che potrebbe anche non accadere mai, e adesso sai perchè sto scrivendo qui e perchè ho dedicato una parte di questo blog solo ed esclusivamente a te. Non penso mai a questa cosa, non penso mai alla probabilità reale che tutto finisca ancora prima di cominciare, non penso mai alla mia vita da solo, neanche quando la vivo; non penso mai agli ostacoli e al fatto che tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine. No non penso mai a tutto questo, neanche quando ci sto pensando, ricordatelo sempre questo.

La prima cosa che devi conoscere di me è la mia mente, la mia capacità di vivere e pensare in modo paradossale. Non ti stupire mai delle mie parole, presta invece attenzione ai miei atti e fallo con molta cura perchè sono troppo abituato a tacere, specie il dolore e la sofferenza. Non lasciarti mai ingannare dalle mie parole scritte, sono il luogo in cui lo Spirito del Paradosso si manifesta più fortemente. Non esitare mai ad affrontare con me qualsiasi tipo di problema, non avere mai paura di osare, riuscirò a comprendere ed accettare l’imbarazzo che ti potrebbe frenare davanti agli altri, non riuscirò mai a digerire quello che potresti provare solo davanti a me, qualsiasi ottima motivazione tu possa addurre.

Sai…?  Da ragazzino sono stato talmente vile che ormai non sopporto più le persone vili, a cominciare da me stesso se mi sorprendo ad essere ancora codardo. E’ una mia limitazione con la quale ti troverai spesso a fare i conti.

Mi dispiace se a volte le mie parole ti suoneranno arroganti, specie quelle di queste lettere. Lo sto facendo perchè, a dispetto di quello che ho detto sulla precarietà del nostro futuro, credo che il fatto che tu adesso non ci sia non sia assolutamente una buona ragione per cui debba astenermi dal darti tutto quello che ho per te, soltanto per te, a maggior ragione perchè arrivo al punto di metterlo qui dove tutti possono vederlo. Queste lettere ti serviranno per conoscermi un pò più a fondo, ti serviranno per capire che sei libera di sentirti sola quanto vuoi, ma che la tua solitudine la condividi con me in pieno.

Non tutto il dolore arriva senza un motivo, come per tutte le altre cose ed eventi che ci accadono. Non si vive sempre e solo di gioia e anche nella più grande felicità saprò sempre trovarti tracce di profonda tristezza, e stai pur certa che lo farò. Voglio farti si vivere in un sogno, ma un sogno reale e tangibile, e poi il minimo che pretendo dalla donna a cui scelgo di donare tutto me stesso è che abbia il coraggio di tenere sempre gli occhi bene aperti su tutto.

Non riuscivo a trovare un modo per iniziare, alla fine l’ho trovato come vedi. Se è davvero importante, se davvero sei davanti a qualcosa che senti indissolubilmente legato alla tua vita e al tuo spirito, allora dovrai trovare la forza e percorrere la strada del coraggio, se nonostante tutto non ci dovessi riuscire allora non cercare in posti assurdi la risposta del perchè accade. La risposta è come sempre davanti a te, ti circonda e ti grida dentro: “Scappa, solo cosi potrai sfuggire il rischio di un dolore che non vale la pena vivere”.

Buonanotte…

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