Ci sono periodi in cui continuano a funzionare solo gli occhi.
A volte succede, ci si ferma sgomentati da se stessi, dalle proprie reazioni oppure dai pensieri che sorgono spontanei alla mente… anche da quelli che sbiadiscono fino a scivolare negli strati più profondi dell’essere, come se non esistessero più.
I giorni sono passati e continuano a passare, come sempre. Ho scelto di usare solo gli occhi.
Osservare e vedere come faccio io, come mi è toccato in sorte quando la natura ha ripartito i geni caratteristici del tipo di Vista che mi ritrovo, alla lunga diventa a dir poco terrificante. L’intera mia Persona ha iniziato una forte reazione di intolleranza, forse complice la mia anomala età, dopo avere trapassato strati su strati di realtà mi sono reso conto che reagisco ogni volta peggio ad un certo tipo di menzogna, o per dirla in maniera spiccia: un certo tipo di prese per il culo.
La sfida per te, questa notte, è cercare di capire quello che sto dicendo senza l’aiuto di una cronaca di quello che mi è passato per la testa, degli eventi trascorsi e delle cose che ho deciso di fare, così infrango una delle mie promesse, scrivere un articolo che spiegasse il mio prolungato silenzio e la radicale chiusura dei rapporti con tutti i miei contatti.
Quasi tutti, come dice la bimba.
Sono un vascello che non ha e non vuole porti da toccare adesso e questa è la scelta ragionevolmente accettabile che ho preso, dirigere il timone di una nave fantasma usando i miei occhi, quelli verdi e quello di vetro della mia reflex. Ma adesso, anche se non riesco a dormire, chiudo gli occhi senza alcun timore perchè quando la volontà che generi e che ti circonda ti tiene assolutamente lontano da ogni possibilità di poter sfiorare un qualsiasi tipo di terraferma o di ostacolo, a quel punto scopri di aver trasceso e superato qualsiasi atto di fede; quello che acquisisci va ben oltre ogni tipo di emozione elementare si possa provare a descrivere.
Per le sfide, così come per ogni vero passo sulla Via, bisogna sempre osare. Per osare bisogna sempre essere pronti a cadere, e bisogna cadere a tutti i costi quando la lente degli occhi non trova più alcuna luce da rifrangere. L’unico modo per ricordarsi della particolare Luce a cui tende ogni particella del nostro essere, è restarne privi.
Rilassati e allontana il dolore, allontana tensioni e timori ed anche tutti i vaghi spettri delle condizioni possibili, le possibilità hanno un’esistenza effimera e inconsistente. Alla fine tutto quello che realmente si vive e si gusta è sempre un piccolo e semplice battito, e quando arrivi a comprendere la reale natura della vita, la reale natura di quello che vivi, scopri che sono solo tanti piccoli battiti che si susseguono instancabili uno dietro l’altro.
Rilassati e ricorda, quando osservi una moneta sei sempre tu a scegliere quale delle due facce guardare.
Non ho mai avuto intenzioni crudeli, sei l’unica persona verso la quale non potrei mai averne, neanche volendo. Ho detto prima che questa lettera è una sfida per te, ma l’ho fatto perchè mentre la scrivevo mi sforzavo di leggerla con i tuoi occhi.
Non so da quanto tempo non scrivevo più ormai, sono passati mesi. Se ho chiuso gli occhi senza dormire stanotte l’ho fatto per scrivere. Tra tutte le cose che avevo in mente di scrivere ho scelto l’unica che non c’era.
L’unica che non aveva bisogno di esistere come idea o pensiero perchè era un’esigenza viscerale.
Navigo alla deriva, lentamente, sotto un cielo nero. Ho lasciato che le stelle si spegnessero una ad una senza fare nulla per impedirlo; poi ho spento quelle rimaste, le più persistenti, fino a restare nell’oscurità dove mi trovo adesso, ma per quanto buio ci sia resta l’unica stella che non si è spenta, l’unica che desidero veder brillare finchè esisterà la mia coscienza.
