Archivio per Marzo, 2009

1. Pensiero della notte

Posted in Le mie riflessioni sul Tao con i tag , on Marzo 31, 2009 by Raul

1.

Il Tao insegna che esiste una regione dove Bianco e Nero convivono in pace e nel pieno rispetto l’uno dell’altro. Lo stesso Tao ci ricorda che la Via per giungere a questa regione cambia continuamente posizione.

Credo

Posted in Musica con i tag on Marzo 27, 2009 by Raul

 

Credo
In un dio padre onnipotente
Che non ha casa, oro, marmo e argento
Che non fa vincere i fetenti
E non fa morire di fame i bambini innocenti.

 


The Song of Wandering Aengus

Posted in Musica con i tag , on Marzo 23, 2009 by Raul

Alba

Posted in Annotazioni on Marzo 10, 2009 by Raul

Sono le sei e venticinque del mattino quando controllo l’orario sul display del mio cellulare.

 

L’intera notte se n’è andata così, tra colpi di tosse e rivoluzioni del mio corpo e della mia mente sotto le coperte torturate e prese a calci di continuo. Mi sono alzato un quarto d’ora dopo, non vedevo perché restare ulteriormente a perdere ore di sonno disteso in un divano letto quando posso farlo seduto qui a scrivere, almeno occupo il tempo in una maniera che non tormenta il mio già abbastanza stanco cervello.

 

Eh si, c’è un limite anche agli strapazzi cui sottopongo il mio cervello, tra pensieri algoritmici e fughe logiche comincio a sentire il bisogno di frenare un po’ e lasciare che la mia mente si rilassi con un esercizio più leggero, come la scrittura narrante.

 

Oggi ho visto l’alba, non proprio con gli occhi ma se non altro con quella parte della mia aura sensoriale che occupa lo spettro più elevato della Corona. E quest’alba la celebro in una maniera che non si vedeva da parecchio sul mio blog: scrivo un articolo in pieno giorno, mentre ascolto una playlist di brani che vanno dalla disco più sfrenata fino alle canzoni giapponesi passando per Gustavo Santaolalla ed Ennio Morricone.

 

Rullo la prima sigaretta del mattino alla faccia della mia tosse influenzale e mi prendo la prima pausa di questa pagina diurna.

 

 

Rieccomi… ancora non l’accendo, per ora godo della ineffabile sensazione che dà lo stringere una sigaretta tra le dita mentre batto sulla tastiera. Non sono l’unico mattiniero oggi, un visitatore ignoto è passato a darmi un’occhiata verso le sei e ventisette… circa un’ora e mezza fa praticamente, al punto in cui sto scrivendo adesso.

Riprendo un vecchio pensiero che scrissi quando avevo ancora il blog su piattaforma msn: mi piacerebbe davvero scambiare quattro chiacchiere con chi ha la lucida capacità, nonché la voglia, di iniziare la sua giornata leggendo le cose che scrivo.

 

 

Adesso posso accenderla…

 

Ci vorrebbe una spiaggia adesso, o una scogliera. Ho appena avuto una percezione fantasma, le mie narici si sono saturate dell’intenso odore di iodio di cui è carico il mare all’alba; non vedo il mare all’alba da ventidue anni ma ricordo benissimo la sensazione tonificante che si prova trovandocisi.

La sabbia ricoperta da un velo umido e appiccicoso misto di acqua e salsedine, il rumore delle onde e le grida dei gabbiani appena svegli, e nessuna presenza umana… o quasi. Sarà l’effetto della playlist che ho scelto oppure del mio orologio biologico che ha girato le lancette fino a ritornare in una posizione normale? Chissà cosa succederà adesso.

 

Benedetti i rockers giapponesi, dopo il diluvio della cultura pop occidentale sono un vero conforto per lo spirito. Ho trovato il video di una esecuzione live del brano che sto ascoltando, alla fine di questa pagina lo inserirò come regalo per tutti i visitatori ignoti che la leggeranno, in particolare per chi lo farà alle sei e mezza del mattino.

 

 

Hmmm… stamane sono davvero carico, il che è strano considerato l’andazzo degli ultimi giorni, sono indeciso se approfittarne per stravolgere un po’ gli eventi oppure fare finta di nulla e lasciare che il flusso segua il suo corso. Riecco Peter Gabriel… certo dopo gli Acid e Battisti sembrerebbe un po’ fuori luogo, ma che cosa di quello che tocca il sottoscritto non lo è? Potenza di uno spirito ardente dico io… potenza di un surge mai sopito.

Tiro fuori un attimo la reflex…

 

La batteria è quasi scarica, è in questo stato da quando sono tornato da Nembro e non è da me lasciare la mia reflex in tali condizioni di inoperatività. Vediamo di porre rimedio adesso.

 

È passata un’ora… tre scatti soltanto, nonostante l’intensa lama di luce solare che affonda come una coltellata nel piccolo cuore freddo di questa celletta i tempi di esposizione sono pericolosamente vicini alla necessità di usare il treppiedi. Non esiste proprio che armi una simile attrezzatura in questo spazio così angusto soltanto per scaricare la batteria, che tra l’altro non ha accennato a variare minimamente il suo stato. Riprovo più tardi e adesso invece mi rilasso di nuovo… finalmente vedo un po’ di sole dopo non so quanti giorni di grigio.

 

Adesso dovrei solo evadere… meglio non pensarci e sfogarmi con una tazza di caffè e una sigaretta.

 

La playlist che si ripete da stamane sembra che abbia iniziato a ragionare di testa sua e scelga determinati momenti per farmi ascoltare determinate cose.

Ah, anche il saluto di Barbara, ormai era tempo che non si sentiva più… certe cose vanno e altre vengono, ma in realtà tutto resta sempre sostanzialmente uguale, proprio come le onde del mare, ed infatti ecco che ritornano gli Acid… beh, direi che adesso è ora di lasciarli suonare anche per te, come promesso prima.

 

 

 

Acid – 0:00 am

 

Dormi e Sogna

Posted in Musica con i tag , on Marzo 7, 2009 by Raul

 

A Way of Life

Posted in Musica con i tag , on Marzo 6, 2009 by Raul

Zapping

Posted in Annotazioni on Marzo 4, 2009 by Raul

La sveglia è ad ore strane…

Non c’è colazione o pranzo o cena, c’è l’impulso di non morire di fame…

Effetto neve, intere ore senza alcun segnale…

Barlumi di una fede costruita sulla sabbia, conferma del valore dell’amicizia…

Mostriciattoli urlanti fanno a turno, prima cacciano, poi muoiono urlando…

Isolamento esiziale ed essenziale, si restringe ancora di più…

I vecchi tossiscono, l’aria è fredda ed umida…

Non c’è il sole di domani, non esiste più quello di ieri…

Chiaro di Luna formato jpeg…

La più bella foto di Lei, non è mai davanti agli occhi…

Amarsi un po’ è come bere, lo cantò Lucio Battisti…

Anche il veleno si beve, è solo più rapido…

Tasti battuti troppe volte, la S quasi non funziona più…

Che cosa aiuta a non morire? Lucio Battisti canta sempre “amarsi”…

I disegni animati sono meglio dei film, le immagini reali diventano nobili solo quando sono fotografie…

Le candele accese di notte davanti alla Natura, bisogna lottare contro vento e acqua…

Non c’è più…

Bisogna stare attenti a me, lo dicono le persone “centrate”…

Dov’è il centro?… Da quella parte, dritto fino al semaforo e poi a destra…

Sonno ipnotico, non riposante, sonno da stanchezza cerebrale e non cardiaca…

Il Cuore è in ribasso, anzi in caduta libera, lo dicono le Borse dell’Est e dell’Ovest…

Il Cervello è all’apice, enorme e librato come una mongolfiera, dentro è tutta aria calda…

E’ sempre notte, mi si sta abbassando la vista o mi si sta alzando l’astigmatismo?…

Dove vado se esco da quella porta?…

Elettricità letale nell’aria, vado in corto circuito almeno una volta a…

Paura, delusione, amarezza, disprezzo… la casa è piena di bei quadri…

Le apparecchiature si deteriorano più in fretta degli organismi…

I trattati medici descrivono la morte per assideramento come la più “dolce” delle morti…

Gli uomini di Shackleton preferirono mangiare i loro cani piuttosto che morire assiderati…

La Vita si nutre di sé stessa, il Tempo si nutre dei suoi figli…

L’Amore si nutre di cosa?…

Chiamata dal Confine… c’è qualcuno in ascolto?…

“Ti senti solo?”…

Perché su questo telecomando del cazzo funzionano tutti i tasti tranne quello dello spegnimento?

Confine

Posted in Annotazioni on Marzo 1, 2009 by Raul

Mi fermo un attimo per prendere fiato, questa è la prima annotazione dal Confine.

 

Un confine è un punto di non ritorno, come la morte o come il giorno del compleanno. Ci si concentra sulle celebrazioni del momento solo in parte consapevoli che ci stiamo lasciando alle spalle qualcosa che conoscevamo e che sparirà dalla nostra vita per sempre.

 

Anche la nostra Era è arrivata al punto di confine. L’uomo di ieri lascia il posto a quello di domani, ma ci tengo a sottolineare che non sempre l’evoluzione significa progresso, o miglioramento.

Nonostante io possa sembrare cinico o lugubre come al solito, in questo momento sto bene, finché resto qui a scrivere stanotte, posso dire di sentirmi bene.

Non c’è stato nulla di nuovo prima dell’ultima trasformazione di questo blog; i tre articoli che ho inserito prima dell’ultimo video sono parecchio datati ed erano pubblicati sul penultimo blog che ancora avevo lasciato aperto. Ora non più, questo blog è l’ultimo sopravvissuto, come me del resto. Dato che la mia attività di scrivente si è decisamente ridotta, rispetto a qualche tempo fa, mi limiterò ad organizzare al meglio delle mie possibilità le mie annotazioni soltanto qui, mentre continuerò ad archiviare le mie foto sul sito dell’officina, almeno fino a quando potrò tenerlo.

 

Non ho nessuna domanda a cui rispondere, quindi adesso scrivo un po’ a ruota libera. Mi dicono sempre che mi tengo tutto dentro, è vero, per questo scrivo poco o diversamente dovrei inserire almeno un articolo al giorno se non fosse così.

Non si fa… almeno così sento dire, non ci si tengono le cose dentro altrimenti alla fine il nostro corpo si rivolta contro sé stesso.

Beh… questo è vero, non solo perché lo provo sulla mia stessa pelle ma anche perché io ho visto almeno un paio di persone morire per attacchi dovuti ad un mancato sfogo delle cose che avevano dentro, una di queste in Bolivia.

 

Sarò sicuramente stupido, ma non ho paura di questo tipo di conseguenze. Trovo preferibili il silenzio e gli spasmi all’amico di cartone a cui parli e che ti ascolta attento, magari pensando a tutt’altro, o a tutte le soluzioni che, come al solito, valgono sempre per chi ascolta ma raramente per chi ha il problema. E poi c’è il rovescio della medaglia… quando cominci a dire determinate cose, gli occhi che le ascoltano iniziano a guardarti in un modo diverso, ed io sono troppo d’accordo con Nietzsche per poter sopportare una cosa del genere come se nulla fosse. E poi si deve fare i conti con l’egoismo, non il proprio ma quello altrui, quello che ti dimostra in modo equo, giusto e lampante che il bianco ed il nero saranno pur complementari, ma sono pur sempre incompatibili.

Alla fine chi sorride vince, e sopravvive sui corpi freddi e silenti di coloro che non hanno avuto di che sorridere, e questa cosa mi piace molto, anche se io sorrido poco quando sono presente in questo mondo virtuale e per nulla quando sono in casa, mentre quando sono altrove riesco a recuperare il mio vero io. Pazienza…

 

Anzi no, è proprio indifferenza a questo punto, meglio sempre chiamare le cose col loro vero nome, sempre che ne siamo capaci, sempre che non stiamo mentendo prima a noi stessi.

 

Tornando a questo luogo di Confine dove ormai mi sono spinto, vedo molto poco intorno a me e quindi non ho una reale necessità di dirigere a qualcuno in particolare queste lettere, le scriverò e le lascerò semplicemente cadere al suolo prima di continuare a camminare per un altro tratto del Viaggio.

 

Mi ricordo che qualche giorno prima del natale appena trascorso, una mattina mentre guardavo i monti mi sentii talmente lucido da riuscire a vedere con chiarezza alcune cose. Volevo iniziare a scriverle proprio in quel momento, poi mi fermai perché mi resi conto che ciò che stavo vedendo non era che l’inizio, che se avessi avuto la pazienza di attendere ancora un po’ e pensare invece a concentrarmi per mantenere intatto il processo terapeutico che avevo appena messo in moto, allora avrei potuto finalmente recuperare piena padronanza sull’aspetto più importante della mia vita.

Eh ma questo era poco prima di natale, adesso tutto è venuto di nuovo giù. No… non proprio, tutto continua a venire giù ancora adesso.

 

Indifferenza… stavolta la chiamo col suo vero nome.

 

Non ho nessuna domanda a cui rispondere stanotte, ma questo non significa che pur di rispondere io accetti qualsiasi tipo di domande, soprattutto quelle cretine.