14 Maggio 2009
14 Maggio 2009 – ore 12.36
Non ho la minima idea di cosa potrei dire, non ho la minima voglia di pensare. Apro la mia pagina bianca e mi ci metto davanti senza neanche guardarla, spengo tutto il resto tranne la musica e scrivo solo per evitare di tenere la mente in questo mondo.
È giovedì, è ancora solo giovedì e io sono cosi lontano dalla comprensione di questo evento, di questi trentatré giorni passati tra Bianco e Nero, tra amore e dolore. Non ha molto senso quello che scrivo oggi, non ha un inizio reale e questo vuol dire che potrei continuare avanti all’infinito, perché quello che non ha inizio non ha neanche fine.
Stanotte, anche se sono qui a casa di Fernanda, non sono riuscito a chiudere occhio, come quando mi trovavo ancora nella mia vecchia vita.
Non è colpa di nessuno, soltanto mia, della mia ostinazione.
Si, sono io che mi regalo le mie notti insonni, è vero, non posso certo dare la colpa a nessuno. Non voglio dare la colpa a nessuno.
“Un uomo come me, quando ha sete beve vino…”
Oggi non ho fame alcuna, gli odori del pasto della mia ospite non mi hanno provocato la minima reazione al mio corpo, oggi ho solo sete e quindi faccio una cosa, mi verso un bicchiere di vino.
Un bicchiere di primitivo, buono, me ne piace anche il nome… mi somiglia, anche se lui è più “amabile” di me in questo momento.
Stamane mi sono addormentato verso le sei credo, mi sono risvegliato alle otto, poi di nuovo alle nove, alle dieci mi sono alzato e mi sono infilato sotto la doccia. Poi sono venuto in cucina ed ho acceso il computer. Mi martellava in testa la canzone “Confesso che ho vissuto” avevo voglia di ascoltarla e riascoltarla fino alla nausea, l’ho fatto.
Poi ho acceso il messenger, c’era Laila… a differenza degli altri giorni non mi sono affrettato a darle il buongiorno.
Lo ha fatto lei dopo pochi minuti, un sorriso ed un ciao, io le ho risposto solo con un ciao e poi a monosillabi per le domande seguenti. Per un po’ è stata in silenzio, ha capito benissimo che qualcosa non andava, si è presa un po’ di attimi prima di riprendere a parlare.
Poi abbiamo chiacchierato un po’, come sempre abbiamo parlato di Lei, finisco sempre a parlare di Lei con Laila, mi ha fatto bene, sono stato calmo anche se un po’ sofferente e sono riuscito ad evitare la pioggia.
Il primitivo è davvero buono, si lascia mandar giù che è un vero piacere. Non esagero, quanto basta per aiutarmi a restare seduto invece che piegato in due sul pavimento.
“Un uomo come me porta un lupo nel cuore….”
Il resto del verso non ho neanche bisogno di aggiungerlo, ormai è diventata una barzelletta anche con Fernanda, la sera, quando ogni tanto tiro fuori i miei “te l’avevo detto io, te l’avevo detto” e poi ci ridiamo su.
Finirà come ieri, già lo so, io che vado a sedermi sulla sedia a dondolo, leggo e dopo un po’ mi assopisco e quell’ora di dormiveglia popolato di sogni mi restituisce l’equilibrio della nottata persa.
Quanto manca a domenica? Solo altri due giorni e mezzo? Mi sembra che sia un giorno che non arriverà mai invece.
“C’è quest’aria ancora insanguinata di parole che ho parlato io…”
C’è quest’aria stamattina. Ed ora che sono di nuovo solo qui a scrivere, se ci fosse pioggia non mi dispiacerebbe, ma non c’è, non arriva neanche quella adesso. Solo un sapore amaro in bocca che devo scacciare con un sorso di primitivo ogni tanto.
“…E i sogni che ho sognato e disegnato…”
Che si affollano tutti intorno a me, si mettono in cerchio e si siedono e mi chiedono soltanto attenzione, ed io invece non riesco a non abbassare la testa e gli occhi e dirmi…
“Se troppo ho immaginato e camminato, ma con occhi da sorprendere, e un cuore per comprendere…”
“E se c’è ancora Luce è grazie a Dio…”
Credo che i sogni che ho sognato non siano mai stati tanto tristi come adesso, che mi guardano e piangono al posto mio, e mi fanno espressioni struggenti e mi salterebbero al collo per abbracciarmi e confortarmi se solo li guardassi.
Ma tengo la testa e gli occhi bassi, non guardo niente, neanche la tastiera su cui digito adesso.
Ed ho solo voglia di spegnermi, adesso, e per questo finisco di botto il mio primitivo, chiudo qui questa pagina e me ne vado sul letto direttamente invece che sulla sedia a dondolo.