Archivio per Ottobre, 2009

4 Ottobre 2009

Posted in Annotazioni on Ottobre 4, 2009 by Raul

28 Settembre 2009

Trascrivo da carta.

Continuo a perdere pezzi…  l’ultimo che ho perso è il mio portatile, che ha raggiunto i Grandi Pascoli prima del sottoscritto, più di quattro giorni fa.

Insieme a lui se n’è andata la mia capacità di poter continuare a lavorare con la reflex, quindi da adesso in avanti, e non so per quanto tempo, tutto ciò che mi rimane è lo scrivere. Nessun’altra galleria fotografica sarà caricata sul sito officinaphoenix visto che non potrò aggiornarlo per non so quanto tempo ancora.

A proposito di scrittura, il mio notebook si è portato via con sé, definitivamente, una discreta quantità di pagine alle quali stavo lavorando, insieme a diversi archivi personali e molto altro.

Continuo a perdere pezzi.

Ho ripreso a scrivere su carta, per il momento. Il rapido indolenzimento del mio polso mi svela quanto fossi disabituato a farlo ormai, oltre a lamentarsi ben conoscendo la mole di pensieri che, ogni volta, si riversano fuori dalla mia mente.

Ho ripreso a scrivere dopo quattro giorni di completo smarrimento, giorni nei quali, complice il vuoto che aumenta, si sono ulteriormente radicate e rafforzate determinate volontà.

Sono stati giorni di distacco completo, di lenta deriva. Anche di furia malcelata contro una manifestazione di mediocrità umana da parte dell’ultima persona dalla quale avrei voluto aspettarmela.

Mi ricordo però che, nonostante tutto, mi piace stupirmi.

Sono stati giorni di indolenti vagabondaggi dentro la parte più profonda di me, prendendo a calci la Consapevolezza fino a provocarne la reazione furiosa e violenta, godendo sfrenatamente nell’essere dilaniato dai suoi impietosi morsi.

Sono stati anche giorni di nuove dimensioni, di vecchie e nuove voci. Come Voce del Vento.

Giorni di ritorni, quasi nostalgici, Nathaniel R. Harker ha ripreso vita e con essa il suo impulso solitario a lanciarsi nel vuoto cosmico aggrappato al timone della sua nave.

Il paradossale e tormentato Harker… lo ricorderanno bene coloro che hanno letto la raccolta del mio primo Blog.

Di sicuro lo ricorda bene Valeria, che ne ha condiviso, seppur per poco, la sua esistenza in presa diretta.

Sono stati giorni di violenta quanto silenziosa Pioggia, senza scampo, senza misericordia alcuna.

Sono stati giorni di Tuono… forse Voce del Vento ne ha sentito gli echi.

Forse non soltanto lei.

Con il Tuono è ritornata l’originale asimmetria del mio orologio biologico, il sonno è svanito dalle ore notturne, quasi del tutto ormai.

A quanto pare non posso farne a meno, Wakan Tanka mi rivolge le sue parole, direttamente, nascosto nel buio della notte. Coperto dall’oscurità mi parla da umile fratello, ma io fatico a sentire ciò che mi dice.

4 Ottobre 2009

Altri giorni di silenzio.

Anche scrivere è diventato scomodo, poco naturale… manca la dimensione personale del supporto per quanto Fernanda faccia del suo meglio per non farmi pesare la cosa. Mi ha offerto l’uso del suo pc allo scopo ed io mi sforzo facendo del mio meglio per non deluderla. Oggi per la prima volta riprendo a scrivere alla mia naturale maniera, facendo danzare le dita su una tastiera, cercando di mantenere saldo l’ultimo filo che ormai mi mantiene legato alla mia vera essenza e dimensione.

Altri giorni di silenzio che ho occupato con pensieri di natura casalinga, portandomi via da me stesso, tranne di notte quando ho passato le mie ore con Harker, ed attraverso di lui ha ripreso voce una esigenza mai del tutto sopita che, complici gli ultimi eventi, ha finito con il tornare prepotentemente a galla.

Grazie ad Harker, mediatore dell’incontro tra me e Voce del Vento, la mia intima necessità ha ormai trovato una dimensione ed un nome: Hanblecheya.

Ora attendo, cerco di costruire pazientemente questo nuovo tassello, questa Porta che mi sento chiamato ad attraversare in maniera sempre più pressante, la Porta della mia Visione.

Il caso non esiste, e non è per caso che io continui a perdere pezzi. Alcune cose diventano più chiare, altre invece meno, quello che diventa chiaro è poco piacevole ma non per questo ho voglia di muovere i miei passi in una direzione diversa.

Condividere? Forse potrei, forse un giorno lo farò, se ci sarà ancora qualcosa da condividere, di me stesso.

Non ho scusanti con chi mi conosce e mi sta vivendo nel quotidiano, la mia deriva ormai è palese, le mie mancanze ed anche i miei silenzi, non ho voce neanche per chiedere semplicemente: scusa per quello che stai vedendo Fernanda, scusa per le cose che non faccio, per quelle che non condivido in modo tale da offrirti l’opportunità di aiutarmi. Ma un aiuto me lo stai già dando, nel modo in cui lo hai fatto finora e stai continuando a farlo. Per tutto il resto, non riesco a non disattendere.

La mia deriva è anche qualcos’altro, qualcosa che non può essere visto né condiviso, ed è per questo in fondo che, nonostante tutto, non offro parole di scuse.

Apprezzo la mia fortuna, nonostante la vita che mi è stata destinata e che, in parte, mi sono cucito addosso.

Ho infuso a Nathaniel R. Harker il soffio del mio spirito, e con esso l’ho dotato di tutte le mie caratteristiche personali, inclusa quella voglia di aggrapparmi al timone della mia nave silente, e di lanciarla ai limiti del vuoto cosmico. Continuerò a sentire la sua paradossale voglia di vita e di morte, continuerò mentre cerco di riprendere il diario di viaggio di Okami senpai oltre la Porta della Vera Notte.

E tutti gli altri pezzi di Visione narrativa personale che ho perso da qualche durante questo Viaggio.